Per un liberale sognare di mettere all’indice un libro è assurdo. Eppure è questa l’insana voglia che mi è venuta leggendo questo libro. Forse perché un contrasto razionale a quello che afferma non è facile. Non ho mai letto un libro più radicalmente e assolutamente materialista di questo.
Me lo consigliò anni fa uno psicologo italo-argentino con il quale ebbi una interessante conversazione, una di quelle conversazioni in treno che rimangono in genere senza seguito. Tra le altre cose si parlò della libertà dell’uomo e lui affermava che non esisteva. Ero d’accordo sul forte condizionamento che ha l’uomo, ma ovviamente non ero d’accordo sulla radicalità della sua posizione, ma prima di lasciarci gli chiesi un libro che parlasse delle sue tesi. Me lo consigliò e lo lessi anni fa; forse non come l’ho riletto ultimamente.
È sconcertante.
L’autore considera che se nel campo della scienza l’evoluzione dai tempi della Grecia è stata enorme al punto che nessuno ora ricorrerebbe alle conoscenze di allora se non per curiosità storica, nel campo della conoscenza umana siamo ancora dove eravamo. Uno scienziato di allora non capirebbe nulla della scienza moderna mentre un filosofo di quei tempi si troverebbe perfettamente a suo agio anche in questi tempi. E la ragione sta nel fatto che nei tempi antichi dietro o dentro ogni cosa, essere o fenomeno si vedeva un dio o un demone o uno spirito che la muoveva o animava, e la scienza cominciò a progredire quando si cominciò a studiarla rinunciando a vedere e cercare nelle cose demoni o dei. Ma questo non è avvenuto per l’uomo: nell’uomo esterno si va ancora in cerca di un uomo interno, di un ego o un super ego o in id che lo muove ed anima. E finché si va a caccia di quest’uomo interno non si approderà mai nulla. Per capire e conoscere l’uomo è necessario considerarne il comportamento in relazione all’ambiente naturale e sociale nel quale si è evoluto e che lo ha quindi formato dotandolo di tutto ciò che ha ed è. Darwin non vale solo per gli organismi ma anche per quello che noi erroneamente chiamiamo mente e che non esiste come entità a sé stante. È l’ambiente che punisce e premia, e quindi educa e forma: la natura punisce chi fa un salto senza guardare prima dove andrà a mettere i piedi, così come punisce chi mette le mani nei rovi spinosi senza cautela.
Finora il comportamento dell’uomo è stato visto come segno e conseguenza dei suoi sentimenti, “il mondo della mente ha rubato la scena, il comportamento non viene studiato come fatto a se stante” e le variabili che lo determinano sono state trascurate. Questo perché è difficile individuare l’influenza dell’ambiente esterno sull’uomo: questa influenza è continua e incessante ma lenta e invisibile. Diciamo che l’uomo è autonomo e indipendente solo perché non sapremmo spiegare altrimenti i suoi comportamenti. L’esistenza di questo tipo di uomo dipende dalla nostra ignoranza, ma egli perde via via il suo status di uomo autonomo e indipendente man mano che si conoscono le cause del suo comportamento. E man mano che la scienza progredisce si ha un trasferimento dei “meriti” e delle “colpe” dall’uomo all’ambiente nel quale si è sviluppato e vive. Scopo dell’analisi scientifica è di capire come la condotta di una persona sia legata alle condizioni sotto cui la specie umana si è evoluta e le condizioni sotto cui si è sviluppata la sua vita individuale.
L’ambiente esterno è stato sempre visto come oggetto di modifica da parte dell’uomo ma non come influente sul suo comportamento. E se il comportamento dell’uomo dipende dall’ambiente esterno, se vogliamo modificare l’uomo dobbiamo modificare l’ambiente nel quale si sviluppa e vive. E a questo punto sorge il problema del chi dovrebbe cambiare l’uomo, del perché e a quale fine. E quindi il problema dei valori. Cosa sono e come nascono? Come dovrebbe essere modificato “l’uomo”? Che dovrebbe però essere modificato non per avere un uomo “buono” ma per avere un uomo che si comporti bene.
E cosa sono i valori? Il bene e il male, e i loro corrispondenti, il giusto e l’ingiusto, il corretto e l’errato, il leale e l’illegale, il peccaminoso e il virtuoso sono così caratterizzati dalle conseguenze della cosa o del fatto; dal se essi nel tempo hanno corroborato (rinforzato) o danneggiato l’uomo.
E chi cerca e combatte per la libertà semplicemente combatte i limiti e i controlli intenzionali della libertà degli uomini, ma l’uomo è sempre controllato da qualcosa che gli è esterno. Eliminare un tipo di controllo significa semplicemente lasciare spazio a un altro.
Sembra che la conclusione di queste tesi sia la morte dell’uomo così come noi lo intendiamo. Dal “conosci te stesso” rivolto al singolo uomo si è passati al conosci l’uomo come specie evoluta dalla notte dei tempi, al conoscerlo senza più misteri, al sezionarlo e trattarlo come i bambini trattano i giocattoli che si muovono per vedere cosa c’è dentro distruggendoli.
La conclusione sembra sia il determinismo assoluto. Ma è un libro da leggere e dal quale c’è molto da imparare e molto su cui riflettere. Anche rifiutandolo e sognando di metterlo all’indice.

Guido Di Massimo
02/03/2021

 

Beyond Freedom & Dignity di B. F. Skinner (Hackett Publishing Company – € 24)

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