Leggo sempre con interesse i libri di Massimo Teodori con il quale – non da oggi – trovo significative contiguità culturali e politiche: “Il vizietto cattocomunista” pubblicato due anni fa ma che ho finito di leggere solo da pochi giorni non fa eccezione.
Teodori ripercorre in questo suo scritto il filo rosso di continuità che nella politica italiana ha sempre tenuto insieme i cattolici di sinistra e i comunisti, anche quando erano costretti a interpretare parti in conflitto quasi sempre determinate da vincoli internazionali che condizionavano le scelte dei governi e dell’opposizione della prima repubblica. E identifica questo “comune sentire” in due filoni principali, quello della prevalenza dell’interesse collettivo sui diritti individuali e l’altro – ad esso conseguente – del dirigismo economico. Una convergenza che univa le due “chiese”, la cattolica e la comunista, in una comune concezione del potere sostanzialmente paternalistica tendente per sua stessa natura ad escludere il dissenso, mentre le società liberali si caratterizzano al contrario per avere istituzionalizzato il dissenso e con ciò il pluralismo politico e l’alternanza del potere.
Il libro serve a noi che abbiamo vissuto quegli anni come utile pro-memoria di fatti che col tempo sembrano avere perduto di attualità mentre – come dimostra l’autore – riemergono come una costante che, nonostante le camaleontiche trasformazioni, può essere ancora proposta come chiave di interpretazione di avvenimenti contemporanei; e serve ai giovani per comprendere meglio la logica sottesa di alcune pagine di storia altrimenti incomprensibili.
Certo, avrei preferito che le tesi contenute nel libro di Teodori fossero espresse in toni più distaccati; in alcuni punti lo scritto somiglia più a un polemico pamphlet che non a un contributo storiografico, non senza qualche forzatura interpretativa che ho trovato “esuberante”.
In ogni caso il libro nella sua consecutio, seppure talvolta un po’ sommaria, rappresenta un utile contributo alla comprensione della “vera anomalia italiana” che consiste in quell’intreccio di culture profondamente illiberali che hanno segnato tanta parte della nostra storia più recente e che ancora oggi impedisce al nostro Paese di allinearsi in modo convinto ai parametri culturali liberali che costituiscono la base delle democrazie occidentali.

 

Franco Chiarenza
28 novembre 2017

 

Massimo Teodori – Il vizietto cattocomunista – Marsilio, Venezia 2015 – (pag. 164, euro 14)

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