Ero abituato ad attribuire al termine “negazionista” un preciso significato per connotare chi nega la “shoà”. Vedo che adesso nel linguaggio neo- politically correct indica più generalmente chi nega la pericolosità della pandemia da virus Covid 19. E siccome mi sono trovato a condividere alcune obiezioni sulle strategie messe in atto per contrastare l’epidemia, mi domando se anch’io sono un “negazionista”. Rispondo con poche brevi considerazioni:

  1. Non nego l’esistenza e la pericolosità del virus. E non credo possa farlo nessuna persona ragionevole.
  2. Nego invece che le drastiche misure di lockdown adottate in Italia siano state determinanti per diminuirne gli effetti. Il numero dei morti e dei ricoverati in terapia intensiva è, in rapporto alla popolazione, non molto diverso da quello di altri paesi che si sono limitati a misure più contenute. Il danno economico invece è misurabile in almeno dieci punti di pil e forse un milione di disoccupati in più.
  3. Nego che la dannosità (e in particolare la letalità) del virus sia uguale a quella della fase più aggressiva (che da noi si è manifestata tra febbraio e giugno del 2020). Lo ammettono molti virologi e clinici ma lo dicono sottovoce per paura di essere etichettati come “negazionisti” che trasmettono messaggi sbagliati perchè inducono a comportamenti più rilassati. La gente deve continuare ad avere paura. Io sono invece convinto che i contagi possono essere curati nella grande maggioranza dei casi in maniera adeguata senza eccessivi allarmismi: abbiamo strutture meglio attrezzate e, probabilmente, difese immunitarie aumentate. La gente non deve essere continuamente tenuta in stato d’allarme, al contrario va rassicurata e indotta a tornare a una vita normale.
  4. Nego l’efficacia della campagna terroristica a cui si sono abbandonati alcuni media (per indurre alla prudenza, dicono), ostinandosi per esempio a considerare gli infettati come ammalati. Tutti sanno che così non è e lo dimostra il gran numero di positivi sottoposti semplicemente alla cosiddetta “quarantena” (15 giorni a casa in isolamento). Mentre è evidente, come si è visto sin dal primo momento, che il virus diventa realmente pericoloso quando colpisce persone già affette da infermità pregresse soprattutto se anziane (come avviene anche in molte forme di “normale” influenza). Ciò era palese già nella prima fase dell’epidemia e sarebbe stato possibile adottare nei confronti delle persone a rischio e nei territori maggiormante colpiti misure di controllo preventive anche attraverso screening generalizzati, cosa che non si è fatta, optando invece per una chiusura indifferenziata del Paese (che era stata sconsigliata anche dal CTS) i cui costi economici e sociali sono ancora da verificare nella loro effettiva dimensione.
  5. Nego la possibilità di rendere permanenti le misure di distanziamento proclamate dai famigerati decreti concordati tra il CTS e il ministro Speranza. Per i giovani si tratta di divieti innaturali, impossibili da rispettare e irragionevoli nella loro motivazione. Contribuiscono però a rendere disagevoli le comunicazioni, a danneggiare le relazioni sociali e l’enorme indotto che su di esse fa affidamento (ristoranti, alberghi, competizioni sportive). Altri miliardi andati in fumo, altre centinaia di migliaia di disoccupati. Poi basta prendere un autobus per rendersi conto di quanto siano ridicoli certi divieti che ricordano le “grida” di manzoniana memoria. Sarà divertente vedere cosa succederà nelle nostre scuole alle prese con mascherine metti e togli, banchi con le rotelle, distanziamenti impossibili, insegnanti in tuta da palombaro.
  6. Nego alcuna seria validità anti-virus alle mascherine ormai mantenute più come simbolo di allarme sociale che per la loro reale efficacia. Se infatti il virus si trasmette soltanto a distanza ravvicinata (come dicono i virologi) e non viaggia liberamente nell’atmosfera (come molti pensano) le mascherine servono soltanto a ostacolare l’emissione di sostanze potenzialmente virali (tosse, starnuti, contatti ravvicinati) in ambienti chiusi, ma per essere efficaci dovrebbero essere cambiate ogni giorno, disinfettate, corrispondere a modelli “chirurgici” che quasi nessuno in realtà adotta. Se poi se ne proclama l’obbligo di usarle soltanto in alcune ore del giorno e della notte si può capire l’ilarità che tale normativa ha scatenato nei social.
  7. Nego al Comitato Tecnico Scientifico il potere che si è attribuito di sospendere i diritti civili in base a considerazioni sanitarie mai sottoposte a seri contraddittori scientifici. Certo, il CTS fa il suo mestiere che è allarmistico per definizione (in base al principio di precauzione) ma spetta al potere politico mediare tra le esigenze sanitarie (accertando che siano reali e non immaginarie, come quelle predittive non verificate) e le drammatiche emergenze sociali ed economiche che il terrorismo mediatico sta creando attraverso una narrazione catastrofista basata su una lettura dei dati scorretta e in alcuni casi palesemente falsa.
  8. Nego che si debba aspettare che guarisca l’ultimo infettato in val Brembana per abolire il regime di emergenza. Potremmo attendere fino al 2025 (fatte salve le terze, quarte, quinte, ondate che gli apocalittici continuano a preannunciare, ansiosi di rinchiudere tutti in casa).
  9. Nego infine a chiunque la facoltà di definirmi come militante dell’estrema destra perchè sostengo le tesi di cui sopra. Anche perchè da cittadino consapevole quale ritengo di essere rispetto le leggi pure quando non le condivido. Di conseguenza esco pochissimo e solo in automobile per non dovermi continuamente mettere e levare l’inutile mascherina, non vado più al ristorante, cinema, teatri, librerie mi sono preclusi, non viaggio per evitare stazioni e aereoporti trasformati in presidi militarizzati. Contribuisco così ad aumentare la voragine economica e occupazionale che produce molti più danni del coronavirus.

P.S. – La Svezia, che non ha adottato alcuna forme estrema di lockdown , ha avuto 5.000 morti su una popolazione di 10 milioni di abitanti. La Lombardia che ha, più o meno, lo stesso numero di abitanti, ne ha avuti 17.000.

 

Franco Chiarenza
12 settembre 2020

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